La Proposta di Legge Truccatori del senatore Ancorotti ha acceso un dibattito nel settore, sollevando dubbi e preoccupazioni. Per fare chiarezza su cosa cambia legge truccatori, abbiamo raccolto le domande più urgenti e fornito risposte dirette e precise, con la consulenza di esperti come Antonio Ciaramella. Puoi approfondire la sua esperienza sul suo blog personale, antoniociaramella.it, e nella nostra pagina dedicata alla sua figura.
1. Se ho un corso che rilascia solo un attestato, cosa succede? Posso lavorare e pubblicizzarmi come make-up artist?
Se la legge viene approvata, il solo attestato di frequenza non sarà più sufficiente per operare legalmente come “truccatore estetista”, cioè per svolgere attività di abbellimento come il trucco da sposa, cerimoniale o per eventi. Per capire cosa cambia con la legge truccatori in questo caso sarà richiesta una qualifica regionale ufficiale, ottenibile solo dopo aver superato un esame di abilitazione. Potrai ancora pubblicizzare il tuo servizio, ma ti esporresti a rischi e sanzioni, dato che non avresti il titolo richiesto dalla legge per la professione di estetista. La proposta di legge prevede multe severe, che possono arrivare fino a 50.000 euro per chi esercita la professione in modo totalmente abusivo, oltre alla possibile sospensione dell’attività.
2. Se sono un’accademia e offro percorsi non riconosciuti, posso continuare a farlo? In che modo dovrò adeguarmi?
Sì, un’accademia può continuare a offrire percorsi non riconosciuti, ma dovrà adeguarsi per poter rilasciare una qualifica ufficiale. Gli standard di adeguamento non si limitano al solo monte ore, ma includono anche una serie di requisiti che la tua scuola dovrà soddisfare, tra cui:
- Struttura: Gli spazi dovranno essere a norma, senza barriere architettoniche.
- Sicurezza: Saranno necessari impianti di sicurezza e certificazioni di pronto soccorso.
- Docenti: I curriculum dei docenti dovranno essere approvati dalle Regioni e dimostrare esperienze consolidate e acclarate nel settore.
- Burocrazia: La struttura dovrà essere in regola con il GDPR e tutti i dipendenti dovranno essere assunti regolarmente.
- Formazione: I programmi dovranno rispettare un monte ore minimo di 600 ore di formazione e preparare gli studenti all’esame di abilitazione.
3. Se ho un attestato di truccatore dello spettacolo, posso truccare anche i privati come le spose?
Questo è un punto fondamentale e controverso della legge. Il disegno di legge separa esplicitamente la figura del “truccatore dello spettacolo” da quella del truccatore estetista. Anche se su un set si fa trucco di abbellimento, la natura del lavoro è diversa: fa parte di una produzione artistica. La legge intende qualificare l’attività, non il luogo in cui viene svolta. Per questo, la qualifica per lo spettacolo non sarebbe sufficiente per truccare una sposa in un contesto privato, che ricadrebbe nella nuova regolamentazione.
4. Se ho un attestato regionale, ci sarà un esame integrativo?
La legge non specifica un esame integrativo per chi ha già un attestato regionale. Tuttavia, è prassi comune in queste riforme prevedere un percorso agevolato per i professionisti già attivi nel settore, che potrebbero sostenere un esame di abilitazione senza dover rifare l’intero corso da capo. L’obiettivo è permettere a chi ha già una qualifica in un ambito di poter acquisire anche la certificazione necessaria per operare nell’altro, consentendo così al professionista di lavorare legalmente in entrambi i settori.
5. Ci sarà un codice ATECO specifico per spettacolo ed estetista?
Attualmente, non esiste un codice ATECO specifico per “truccatore”, che rientra spesso in categorie generiche. Il codice ATECO dell’estetista, inoltre, si applica solo a chi ha un titolo di artigiano. La proposta di legge, creando due figure professionali distinte e un percorso di qualificazione ufficiale per ciascuna, getta le basi per la futura creazione di due codici ATECO specifici: uno per il truccatore estetista e uno per il truccatore dello spettacolo. In questo modo si risolverebbe l’attuale ambiguità burocratica, rendendo più trasparente e ufficiale la posizione fiscale del professionista.
6. I percorsi regionali saranno uniformati?
Sì. La legge ha proprio l’obiettivo di superare le differenze tra le varie Regioni. Anche se ogni Regione continuerà a gestire i propri corsi, il disegno di legge stabilisce standard minimi nazionali che tutti dovranno rispettare. Ciò significa che, una volta approvata la legge, un attestato di qualifica ottenuto in Lombardia avrà lo stesso valore di uno ottenuto in Campania, creando un sistema più omogeneo e riconoscibile a livello nazionale.
Per un’analisi della storia della professione e delle ragioni che hanno portato alla nuova proposta di legge, leggi il nostro articolo “Da ENPALS a INPS: la Storia della Professione di Truccatore”. Se sei interessato ai percorsi che portano a queste qualifiche, scopri la nostra guida completa alle Accademie di Trucco.
Capire cosa cambia legge truccatori è il primo passo per prepararsi al futuro della professione.
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