600 ore per diventare truccatore: è uno dei temi che più ha attirato l’attenzione dopo l’introduzione della nuova disciplina proposta per la figura del truccatore e tecnico dei trattamenti per ciglia e sopracciglia. Ma cosa significa realmente questo numero? E soprattutto, le 600 ore saranno davvero sufficienti per ottenere la qualifica professionale?
La risposta richiede una precisazione importante: il DDL Ancorotti è ancora in discussione e il testo è cambiato durante l’iter parlamentare. Il 14 luglio 2026 la Commissione ha adottato un nuovo testo unificato dei disegni di legge n. 1619 e n. 1807, sul quale sono stati successivamente presentati 18 emendamenti. Per questo motivo è fondamentale distinguere il testo oggi in discussione da una legge definitivamente approvata.
In questo articolo analizziamo quindi il significato delle 600 ore per il truccatore, il ruolo della formazione regionale, la formazione duale e ciò che potrebbe cambiare per chi vuole intraprendere professionalmente questa attività.
Cosa prevede il testo unificato del DDL Ancorotti
Nel testo unificato adottato dalla Commissione il 14 luglio 2026, le qualifiche professionali per l’esercizio dell’attività di onicotecnico o di truccatore e tecnico dei trattamenti per ciglia e sopracciglia possono essere conseguite, tra le altre modalità previste, attraverso una qualificazione regionale della durata di almeno 600 ore.
Il testo introduce però un elemento particolarmente importante: almeno il 30 per cento delle 600 ore deve essere svolto in modalità duale.
Questo significa che il percorso non viene concepito esclusivamente come formazione teorica o pratica svolta all’interno dell’aula, ma prevede una componente di apprendimento collegata direttamente al contesto professionale.
Il testo stabilisce inoltre che l’accesso alla qualificazione regionale avvenga successivamente al compimento del diciottesimo anno di età, oppure dal diciassettesimo anno se è stato assolto il diritto-dovere all’istruzione e formazione.
La formulazione attuale del testo unificato è quindi più articolata rispetto alla semplice affermazione secondo cui “servono 600 ore”. Le 600 ore rappresentano infatti la durata minima di uno specifico percorso regionale di qualificazione, all’interno di un sistema formativo più ampio.
Non è soltanto una questione di durata
Quando si parla di 600 ore per diventare truccatore, il rischio è concentrarsi esclusivamente sul numero.
Se un corso dura 600 ore ma non costruisce realmente competenze professionali, il numero delle ore da solo non garantisce la qualità della formazione.
Il punto centrale dovrebbe quindi essere un altro: che cosa viene insegnato durante quelle 600 ore?
Una formazione professionale deve costruire competenze tecniche, conoscenze teoriche, capacità operative e consapevolezza delle responsabilità legate all’esercizio della professione.
Il testo unificato stabilisce infatti che i percorsi di qualificazione debbano garantire adeguate conoscenze tecnico-professionali con riferimento agli aspetti igienico-sanitari e alla prevenzione dei rischi.
600 ore truccatore: quali competenze dovrebbero essere costruite?
Un futuro professionista del make up non dovrebbe limitarsi a imparare una serie di tecniche applicative.
La formazione deve permettere di comprendere il rapporto con la pelle, l’utilizzo corretto dei prodotti cosmetici, l’igiene degli strumenti, la preparazione della postazione, la sicurezza, la relazione con il cliente e l’organizzazione del lavoro.
Accanto alle competenze tecniche esistono quindi competenze trasversali che contribuiscono a trasformare un esecutore in un professionista.
Formazione duale: perché il 30% è importante
Uno degli aspetti più interessanti del testo unificato è l’introduzione della componente duale.
Il percorso regionale di almeno 600 ore prevede infatti che almeno il 30 per cento della formazione sia svolto in modalità duale.
La formazione duale nasce dall’idea di avvicinare maggiormente apprendimento e mondo del lavoro. Non significa semplicemente “fare pratica”, ma costruire un rapporto più diretto tra ciò che viene appreso durante la formazione e il contesto professionale nel quale quelle competenze dovranno essere utilizzate.
Per una professione come quella del truccatore questo aspetto può essere particolarmente importante.
Il lavoro reale non è infatti identico alla simulazione in aula. Cambiano i tempi, le esigenze del cliente, l’organizzazione della postazione, la gestione dei materiali, la relazione con gli altri professionisti e la capacità di adattarsi alle condizioni di lavoro.
600 ore truccatore: teoria e pratica devono dialogare
Una buona formazione professionale dovrebbe quindi evitare una contrapposizione tra teoria e pratica.
La teoria senza esercitazione rischia di rimanere astratta.
La pratica senza conoscenze teoriche rischia invece di trasformarsi in una semplice ripetizione di gesti.
Il valore di un percorso strutturato sta proprio nella capacità di far dialogare le due dimensioni.
600 ore per diventare truccatore: esistono altre strade?
Qui è necessario fare una precisazione importante rispetto alle versioni precedenti del provvedimento.
Il testo unificato adottato nel luglio 2026 non presenta le 600 ore per il truccatore come l’unica possibile modalità di conseguimento della qualifica.
Il testo prevede infatti, in alternativa, anche il conseguimento di una qualifica triennale di istruzione e formazione professionale di operatore del benessere, indirizzo estetica, qualora le Regioni e le Province autonome determinino, sulla base dei contenuti curriculari e degli standard formativi previsti, il valore abilitante di tale qualifica.
Questo è un elemento importante perché dimostra che il sistema non si basa semplicemente sul conteggio delle ore, ma sull’inserimento della formazione del professionista all’interno del sistema regionale delle qualificazioni.
600 ore truccatore: il ruolo delle Regioni
Le 600 ore per diventare truccatore non saranno quindi un corso nazionale organizzato nello stesso modo da un unico ente.
Il testo unificato attribuisce alle Regioni e alle Province autonome un ruolo centrale nella programmazione dell’offerta dei percorsi di qualificazione professionale.
Questo significa che la futura organizzazione dei percorsi dovrà essere inserita nel sistema regionale della formazione professionale, secondo gli standard previsti dalla normativa.
Il testo stabilisce inoltre che i percorsi siano accreditati o autorizzati dalle Regioni e dalle Province autonome e organizzati secondo le disposizioni previste dalla futura disciplina.
È un passaggio fondamentale per comprendere la differenza tra un corso privato di aggiornamento e un percorso che conduce a una qualifica professionale.
600 ore truccatore e differenza tra corso privato e qualifica
Una masterclass di un weekend può essere molto utile.
Un corso di 30 ore può permettere di approfondire una tecnica.
Un percorso di 100 o 200 ore può costruire competenze specialistiche importanti.
Ma nessuno di questi numeri, preso isolatamente, equivale automaticamente a una qualifica professionale regolamentata.
La differenza non è soltanto nella durata.
La differenza è nel tipo di percorso, nel soggetto che lo eroga, nell’organizzazione della formazione, negli standard previsti e nel valore della qualificazione ottenuta.
È un tema che abbiamo già affrontato nell’articolo DDL Ancorotti e corsi di trucco: cosa cambia per le accademie e la formazione, dove abbiamo analizzato più approfonditamente il rapporto tra accademie, formazione e futura regolamentazione.
600 ore truccatore: cosa succede a chi ha già studiato?
Questa è probabilmente una delle domande più importanti per chi lavora già nel settore.
Che cosa succederà a chi ha frequentato negli anni corsi di trucco, percorsi regionali, corsi per il trucco dello spettacolo o altre forme di formazione professionale?
Il testo unificato dovrà essere letto anche alla luce delle disposizioni transitorie e delle modalità con le quali verranno riconosciute le competenze e le qualificazioni già acquisite.
È quindi troppo presto per affermare che chi possiede un determinato attestato dovrà necessariamente rifare 600 ore oppure che potrà automaticamente ottenere la nuova qualifica.
Questo sarà uno degli aspetti più importanti da chiarire durante la fase di attuazione della normativa.
Per una prima panoramica delle questioni già emerse tra professionisti, accademie e aspiranti truccatori, puoi leggere anche Cosa Cambia Davvero? Le 5 Risposte che Tutti i Truccatori Stanno Cercando.
600 ore truccatore: cosa significa per le accademie?
Per le accademie il tema delle 600 ore per il truccatore non riguarda soltanto la durata di un futuro corso.
Significa ragionare sulla progettazione complessiva del percorso.
Programmi, docenti, spazi, attrezzature, sicurezza, organizzazione didattica, esercitazioni e rapporto con il mondo professionale diventano elementi centrali.
Una scuola che vuole preparare professionisti non dovrebbe chiedersi soltanto quante ore inserire nel calendario, ma quali competenze dovrà avere lo studente alla fine del percorso.
È proprio questa, a mio avviso, la differenza tra vendere un corso e progettare una formazione professionale.
600 ore truccatore e qualità della formazione
Il dibattito sulle 600 ore per diventare truccatore dovrebbe quindi trasformarsi in un dibattito più ampio sulla qualità. Sul rapporto tra regolamentazione, formazione e professione puoi approfondire anche il punto di vista di Antonio Ciaramella nel suo articolo sul DDL Ancorotti e professione del truccatore
Se la professione verrà regolamentata, sarà importante che il sistema riesca a valorizzare le scuole che investono realmente nella formazione e che allo stesso tempo renda più comprensibile per lo studente la differenza tra un percorso di qualificazione e un corso di specializzazione.
Questo non significa eliminare la formazione privata.
Significa darle una collocazione più chiara.
I corsi brevi potranno continuare ad avere un ruolo fondamentale nell’aggiornamento, nella specializzazione e nell’apprendimento di nuove tecniche. Ma una cosa è acquisire una competenza specifica; un’altra è conseguire una qualifica professionale.
Il DDL Ancorotti è ancora in discussione
È importante ricordarlo ancora una volta: il DDL Ancorotti non è ancora una legge definitivamente approvata.
Il 14 luglio 2026 la Commissione ha adottato un testo unificato dei disegni di legge n. 1619 e n. 1807 come testo base. Alla scadenza del termine del 23 luglio sono stati presentati 18 emendamenti e il 28 luglio la Commissione ha rinviato il seguito della discussione.
Di conseguenza, le disposizioni che oggi leggiamo nel testo unificato possono ancora essere modificate.
Per questo motivo è sempre consigliabile verificare l’iter direttamente attraverso le fonti istituzionali.
Puoi consultare la scheda ufficiale del DDL S.1619 sul sito del Senato della Repubblica per seguire l’evoluzione del provvedimento e i successivi aggiornamenti.
600 ore truccatore: il vero obiettivo dovrebbe essere la competenza
Alla fine, credo che la domanda più importante non sia se 600 ore siano tante o poche.
Una professione non diventa seria semplicemente perché viene stabilito un numero.
Diventa seria quando esiste un sistema capace di costruire, verificare e aggiornare le competenze di chi la esercita.
Le 600 ore per diventare truccatore possono quindi rappresentare un passaggio importante, ma il loro valore dipenderà da ciò che verrà costruito all’interno di quelle ore.
La qualità dei programmi, la preparazione dei docenti, la pratica professionale, la formazione duale, la sicurezza, l’igiene e la capacità di accompagnare lo studente verso il mondo del lavoro saranno elementi decisivi.
Il numero, da solo, non forma un professionista.
È la qualità della formazione a trasformare le ore in competenza.
